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Non c'è limite al peggio - Parola di Yuri Valori
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Chi è maestro nell’arte di vivere poco distingue fra il suo lavoro e il suo tempo libero, fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione. Con difficoltà sa cos’è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.


 

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10 febbraio 2009

Lunga vita al teatro

“Il teatro allunga la vita”: è questo lo slogan dell’ultima intuile campagna promossa dalla Presidenza del Consiglio e in onda in questi giorni sulle televisioni pubbliche e soprattutto private (leggi Mediaset).

Un personaggio si aggira per una galleria virtuale di ritratti di grandi attori viventi del teatro italiano, tutti piuttosto anzianotti. Dopo la passeggiatina compare la scritta “Il teatro allunga la vita”. Logo della Presidenza del Consiglio. Fine.

Come direbbe Simona Marchini, che di teatro tra l’altro se ne intende: “Che avrà voluto di’?”. Non si sa.

La campagna, a parte i benefici che porta in termini di introiti pubblicitari, sembra clandestina. Sul sito di Palazzo Chigi non è citata. Su quello del ministero di beni culturali nemmeno un accenno. Maurizio Costanzo, che tra i mille incarichi bipartisan o tripartisan ha anche quello di direttore artistico della Fondazione Teatro di Latina, a novembre dello scorso anno aveva anticipato la frase annunciando lo spot ministeriale. Il che fa pensare che ci sia il suo zampone.

Difficile dire se il teatro allunghi davvero la vita, se sia più efficace del cinema o della televisione, della dieta mediterranea o del fitness. Una cosa però è certa: a qualcuno, il teatro, la vita sicuramente la migliora.

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